La volgarità, biasimata persino da Cicerone e dalla Sacra Scrittura

Maiali - foto di Beatrice Hohl da Pixabay

(Foto di Beatrice Hohl da Pixabay)

Certamente, la volgarità – e il suo peggiorativo, l’oscenità – è una piaga del genere umano. Riversa fuori dalla bocca e purtroppo anche nero su bianco la sporcizia che alberga in molti cuori. Ma la volgarità affonda le radici in epoca molto remota, tanto che persino Cicerone ha scritto al riguardo.

Citiamo il grande oratore e pensatore latino, dalla sua opera De Officiis (Dei doveri):

103. […] È lecito senza dubbio lasciarsi andare talvolta al gioco e allo scherzo, ma come è il caso del sonno e degli altri riposi, cioè quando avremo adempiuti i nostri gravi e importanti doveri. E il genere stesso dello scherzo dev’essere, non eccessivo o smodato, ma onesto e gentile. Come non concediamo ai fanciulli ogni libertà nei giochi, ma solo quella che non è contraria alle azioni richieste dall’onestà, così anche nello scherzo risplenda un barlume d’animo gentile.

104. Ci sono, insomma, due specie di scherzi: l’uno volgare, aggressivo, scandaloso, turpe; l’altro elegante, garbato, ingegnoso, fine. […] È facile, dunque, distinguere lo scherzo nobile dal volgare. L’uno è degno anche dell’uomo più austero, se è fatto a tempo debito, come, per esempio, quando lo spirito si allenta; l’altro non è neppure degno di un uomo libero, se all’indecenza dei pensieri si aggiunge l’oscenità delle parole.

(Fonte: http://web.tiscali.it/latino/Cicerone_opere/de_officiis_I.htm)

Non molti anni più tardi, San Paolo si esprime per ispirazione divina sull’argomento. Colui che sarà ricordato come lApostolo delle genti era ebreo e anche cittadino romano, convertito da Cristo Signore sulla via di Damasco.

Scrive San Paolo, nella Lettera agli Efesini (5,3-5):

Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi; lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità: cose tutte sconvenienti. Si rendano invece azioni di grazie!
Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro – che è roba da idolàtri – avrà parte al regno di Cristo e di Dio.

Neppure se ne parli tra voi… eppure ci sono persone di fede cattolica che per fingere di denunciare le cose sconce di altri le esibiscono tali e quali, a volte persino con delle foto… e così replicano il peccato, invece di condannarlo prendendone le distanze.

Mentre nella Lettera ai Colossesi (3,8) leggiamo:

Ora invece deponete anche voi tutte queste cose: ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca.

In positivo, San Paolo esorta, mostrando la sua grandezza d’animo (Lettera ai Filippesi 4,8):

In conclusione, fratelli, tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri.

Del resto, in tempi ancora più antichi, la Parola di Dio ammoniva, nell’Antico Testamento (Siracide 23,13):

La tua bocca non si abitui a volgarità grossolane; in esse infatti c’è motivo di peccato.

Bisogna decidere, da cristiani, se conviene appartenere a questo mondo e legare la nostra sorte alla sua. Oppure, far valere la dignità del nostro Battesimo, che ci ha resi figli di Dio e di Maria Santissima, Madre di Dio e dei cristiani.

  1 comment for “La volgarità, biasimata persino da Cicerone e dalla Sacra Scrittura

  1. 18 luglio 2021 alle 2:36 PM

    L’ha ripubblicato su Pastor Aeternus proteggi l'Italia.

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