Una breve storia di S. Tommaso Moro e la sua preghiera per il buonumore

San Tommaso Moro (1478-1535) è ricordato per la sua grande intelligenza, cultura e arguzia, oltre che come Martire per Cristo e la Santa Chiesa Cattolica. Fu infatti la sua rispettosa ma ferma opposizione all’adulterio e all’apostasia del Re d’Inghilterra Enrico VIII, a costargli la vita terrena.

Cominciamo questo tributo con la sorprendente preghiera per il buonumore composta dal Santo. Anche leggendola per la prima volta, scopriremo che non vi è nulla di superficiale. La gioiosità di questo eroico uomo di Dio è semplicemente il riflesso della sua profonda fede.

Preghiera di S. Tommaso Moro per il buonumore

Concedimi, o Signore, una buona digestione,
e pure qualcosa da digerire.

Concedimi un corpo sano, e
il buonumore necessario per mantenerlo.

Concedimi un’anima semplice, che sappia
far tesoro di tutto ciò che è buono
e che non s’impaurisca facilmente alla vista del male,
ma invece trovi il modo di rimettere
le cose al loro posto.

Dammi un’anima che non conosca la noia,
i brontolii, i sospiri ed i lamenti,
e neppure l’eccesso d’affanno, tutto ciò dovuto
a quella cosa d’impiccio che si chiama “io”.

Concedimi, o Signore, un buon senso dell’umorismo,
donami la grazia di accettare uno scherzo,
di scoprire nella vita un po’ di gioia
e di saperla condividere con gli altri.

Amen

(Traduzione di Isidoro D’Anna dall’originale inglese)

In breve, la storia di S. Tommaso Moro

San Thomas More (Londra, 1478-1535) è il Santo Patrono degli avvocati, e dei politici e degli statisti cattolici.

I suoi genitori lo educano in maniera severa e attenta, e il figlio Thomas mostra fin da piccolo buone inclinazioni d’animo. Svolgerà poi gli studi umanistici e di legge con grande profitto.

Divenuto avvocato, svolge la professione con retto senso della giustizia e grande affabilità verso chiunque. Conduce una vita d’intensa preghiera.

A 27 anni sposa la giovane Joanna Colt, di animo dolce e semplice, che darà alla luce tre figlie e un figlio maschio. Purtroppo l’amata consorte muore sette anni dopo. Thomas ne è profondamente addolorato.

Trascorso un breve periodo, tuttavia, Thomas sente il desiderio che i suoi figli possano avere un’altra mamma e sposa una vedova, Alice Middleton, di sette anni meno giovane di lui. È madre di una bambina, e i due sposi saranno quindi genitori dei loro cinque figli.

Thomas More era dotato di una gentilezza e un’arguzia eccezionali. La vicenda più nota della sua esistenza terrena è il rifiuto di prestare giuramento di fedeltà ad Enrico VIII, adultero e apostata. Non solo infatti il sovrano d’Inghilterra sposa illecitamente un’altra donna, ma divorzia dalla sua sposa legittima, diseredandola. Poi, al colmo dell’empietà, Enrico VIII si autoproclama capo supremo della Chiesa d’Inghilterra, rimasta fino allora cattolica. Ne seguiranno persecuzioni sanguinose e terribili contro clero e laici ancora fedeli all’unica vera Chiesa, quella Cattolica di Roma.

Thomas More ricopriva alla corte del Re l’ufficio di Gran Cancelliere. Consultato da Enrico VIII prima della decisione finale per l’adulterio, Sir Thomas ricorda gentilmente al sovrano quale sia l’insegnamento di Cristo e della Chiesa: «Non è permesso ad un cristiano sposare un’altra donna, mentre la prima è ancora in vita».

«Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi» (Mt 19,6).

Intuendo che il suo alto incarico lo espone alle pretese del Re, Sir Thomas si dimette. Successivamente, si rifiuta di prestare il giuramento di fedeltà ad Enrico VIII. È questa una dichiarazione in cui viene rigettata formalmente l’autorità del Papa, e proclamata la supremazia del Re anche quale capo spirituale della Chiesa d’Inghilterra.

San Tommaso Moro riceve, al pari di altri, una condanna a morte per il mancato giuramento. Fino all’ultimo istante, si mantiene fedele e continua a rivelare il suo caratteristico buonumore.

La seconda moglie di Sir Thomas, dimostrando una certa debolezza spirituale, lo scongiura di voler cedere, per non abbandonarla. Ma il santo marito le risponde che anche se potessero ancora vivere insieme, «Carissima moglie, non sei una buona negoziante: che è mai una ventina d’anni a confronto di un’eternità beata?».

San Tommaso sul patibolo dichiara di essere suddito «innanzitutto di Dio». Abbraccia il boia, rivolgendogli il suo ultimo motto di spirito. Inginocchiato, prega: «Dio mio, abbi pietà di me!». Poi, da Santo e Martire, dona la vita per Cristo, venendo decapitato.

(Notizie ricavate da un profilo biografico a cura di Dom Antoine Marie osb, riportato in italiano sul sito internet Santi e Beati; ivi citata come fonte una Lettera mensile dell’abbazia Saint-Joseph, Flavigny – Francia).

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