Preghiamo il Santo Rosario! In latino e italiano

Gentili lettrici e lettori, vi presento delle considerazioni essenziali sul Santo Rosario, e di seguito il Rosario stesso, in latino e italiano, con tutte le indicazioni per recitarlo in maniera completa. Se poi vi facesse piacere ritrovare stampato quanto potete leggere di seguito, vi segnalo La preghiera, voce della nostra fede. È un libretto tascabile di 12×18 cm ma che conta 260 pagine, dedicate a tutto quello che nella fede cattolica s’intende per preghiera. Per saperne di più, potete cliccare qui.

Copertina La preghiera, vode della nostra fede - 507 x 766 pixel

Com’è fatto il Santo Rosario?

Un Rosario intero si divide tradizionalmente in tre corone, ognuna formata da cinque decine; una decina consiste in un Padre Nostro, dieci Ave Maria e un Gloria. Ogni corona è dedicata a una serie di Misteri, cioè eventi misteriosi, perché grandi e divini, che riguardano il Signore Gesù e la sua e nostra Madre Immacolata.

Vengono per primi i Misteri Gaudiosi, iniziando dall’Annunciazione, in cui l’Arcangelo Gabriele saluta Maria come «piena di grazia» e le annuncia che concepirà il Figlio dell’Altissimo. Poi ci sono i Misteri Dolorosi, incentrati sulla Passione e Morte di Nostro Signore. Infine, i Misteri Gloriosi, dalla Risurrezione di Gesù fino alla contemplazione della gloria degli Angeli e dei Santi, passando per l’Assunzione e l’Incoronazione di Maria Santissima.

Meditare su questi Misteri, mentre con le labbra si dicono le parole delle preghiere, ce li rende sempre più cari e familiari. Con la familiarità crescono la gratitudine, l’amore filiale, l’adorazione, l’umiltà, il dolore dei nostri peccati, il desiderio di imitare Gesù e Maria e di essere con Loro una sola cosa.

Quindi essenzialmente il Rosario è formato dalle cinque decine e dalla preghiera della Salve Regina, che le conclude. Tuttavia, prima e dopo tradizionalmente si recitano anche altre preghiere. È sempre lecito recitare il Rosario nella forma breve, ma per devozione alla Madonna non andrebbe bene fare sempre il minimo.

Com’è nato il Santo Rosario?

San Luigi Maria Grignion de Monfort, nel libretto intitolato Il segreto meraviglioso del Santo Rosario, ce ne racconta anche le origini.

Maria Santissima Aiuto dei cristiani con Gesù BambinoNell’anno 1214 San Domenico stava affrontando gli eretici albigesi senza ancora riuscire a convertirli, e si trovava in Francia. Soffrendo per tanto male, il Santo si ritirò in una foresta vicino a Tolosa. Là prese a flagellarsi per placare la giustizia di Dio, e continuò fino a perdere i sensi.

Ma ad un tratto gli apparve la Santissima Vergine, accompagnata da tre figure celesti, e gli raccomandò il Rosario come l’arma per guadagnare a Dio i cuori induriti degli eretici.

San Domenico fece ritorno a Tolosa e rivelò la preghiera del Rosario agli abitanti della città, già raccolti nella cattedrale da uno scampanio miracoloso. In poco tempo, avvenne tra i francesi di Tolosa un grande cambiamento di vita.

Da allora, il Santo Rosario pregato devotamente ha conservato la sua grandissima forza spirituale per la nostra conversione e santificazione e contro le potenze delle tenebre.

Non dimentichiamo che la preghiera del Rosario fu determinante per la vittoria miracolosa nell’immane battaglia di Lepanto, in Grecia, combattuta il 7 ottobre 1571 contro i turchi musulmani che volevano espugnare l’Europa. Tutti i cattolici erano stati infatti chiamati dal grande Pontefice San Pio V a sostenere le azioni di guerra con l’aiuto soprannaturale del Santo Rosario.

Riguardo al potere salvifico del Santo Rosario potremmo anche citare Suor Lucia di Fatima, che fu una dei tre pastorelli ai quali apparve la Madonna nel 1917:

Mai come oggi, il mondo ha bisogno del vostro Rosario. Ricordate che sulla terra vi sono coscienze prive della luce della fede, peccatori da convertire, atei da strappare a satana, infelici da soccorrere, giovani disoccupati, famiglie nel bivio morale, anime da strappare all’inferno.

È stata tante volte, la recita di un solo Rosario a placare lo sdegno della divina giustizia, ottenendo sul mondo la Misericordia divina e la salvezza di tante anime. Solo così affretterete l’ora del trionfo del Cuore Immacolato della Madonna sul mondo.

Da quando la Vergine Santissima ha dato grande efficacia al Rosario, non c’è problema materiale, né spirituale, nazionale o internazionale che non si possa risolvere con il Santo Rosario e con i nostri sacrifici.

Perché il Rosario è composto di 150 Ave Maria e si chiama così?

Papa Giovanni Paolo II ritenne opportuno aggiungere nella preghiera del Rosario i cosiddetti Misteri Luminosi ai Misteri Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi.

Papa Wojtyla introdusse la novità con la sua Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariæ, nel 2002. Vi si legge che sarebbe «un’integrazione… lasciata alla libera valorizzazione dei singoli e delle comunità».

In realtà, un invito ufficiale del Papa facilmente diventa non solo una prassi ma persino un obbligo, com’è in effetti successo in mezzo al clero.

Ricordiamo tuttavia che il numero di Ave Maria del Rosario tradizionale è 150, come i Salmi della Sacra Bibbia e come le corde del salterio, strumento musicale che gli antichi ebrei usavano per accompagnare i Salmi di Davide.

Del resto, Salterio è un altro nome per indicare il Libro dei Salmi nella Bibbia, e il Santo Rosario è tradizionalmente anche chiamato il Salterio della Beata Vergine Maria.

Il Beato Alano della Rupe, grande apostolo del Rosario, dedica un capitolo di una sua opera proprio a spiegare perché le Ave Maria sono 150.

Nell’Apologia del Santissimo Rosario, il Beato Alano elenca infatti una serie di ragioni soprannaturali, che si riferiscono tra l’altro al numero dei Salmi, al numero delle virtù con cui Cristo e Maria sono profetizzati nei Salmi di Davide, alla ricorrenza significativa del numero 150 nella Bibbia. Seguono poi altri motivi ancora.

Inoltre il Rosario, secondo la Sacra Scrittura, è rappresentato dalle rose di Gerico, che hanno 150 foglie.

Padre Cornelio a Lapide, autorevole interprete della Scrittura, trova la ragione del nome “Rosario” nei seguenti versetti biblici: «Et quasi rosa plantata super rivos aquarum fructificate» («E crescete come una pianta di rose su un torrente», Siracide 39,13) e «Quasi plantatio rosæ in Ierico» («Come le piante di rose in Gerico», Siracide 24,14).

Da quanto detto fin qui già si capisce come il numero 150 abbia un fondamento divino e come sia pertanto una caratteristica fondamentale del Santo Rosario.

Attenzione, però: il numero 150 è inseparabile dalla scelta ben precisa dei Misteri che compongono il Santo Rosario: Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi.

Non sono di origine soprannaturale solo il numero 150, ma anche gli stessi precisi Misteri che meditiamo nello scorrere delle Ave Maria.

Questa corrispondenza inscindibile tra il numero 150 e le tre serie di Misteri venne solennemente riaffermata in un’apparizione di Maria Santissima a San Domenico.

Ciò avvenne quando, nel 1214, il Santo si trovava ad affrontare i terribili eretici albigesi di Tolosa, in Francia.

Ne parla un’altra opera del Beato Alano, di cui seguiremo la traduzione intitolata Il Salterio di Gesù e Maria: genesi, storia e rivelazioni del Santissimo Rosario, a cura di Gaspare Paola, Rosa Murone, Don Roberto Paola, dott.ssa Alberta Cardillo, dott.ssa Annalisa Massimi, disponibile su un sito internet dedicato al Beato Alano.

La Madonna apparve dunque a San Domenico accompagnata da tre Regine, ciascuna attorniata da cinquanta Vergini «di aspetto assai maestoso, al di sopra della natura umana, splendenti nelle vesti».

La Madre di Dio spiegò poi al Santo l’origine del Rosario, dicendogli che le tre Regine al suo seguito erano l’immagine della Santissima Trinità.

Le Regine simboleggiavano infatti l’Onnipotenza di Dio Padre, la Sapienza del Figlio di Dio e la Clemenza dello Spirito Santo, mentre le 150 Vergini, tre volte 50, rappresentavano il giubileo di grazia e di gloria dell’Onnipotenza, dono di Dio Padre; il giubileo di grazia e di gloria che deriva dai meriti di Cristo sofferente; e infine il giubileo di grazia e di gloria, che scorre nello e dallo Spirito Santo.

Nella visione, la Madonna rivelò ancora a San Domenico: «La Beatissima Trinità mi ha intitolato e conferito un Salterio, con il santo numero di 150, il quale nella prima cinquantina sull’Incarnazione, rifulge bianchissimo; nella seconda cinquantina sulla Passione del Figlio, rosseggia di porpora; nella terza cinquantina sulla sua Risurrezione e la gloria dei Santi, scintilla di stelle».

È quindi giusto prestare un riverente ascolto alla voce di Dio, accogliendo tutti questi significati e rivelazioni, riguardo alla composizione del Santo Rosario.

Comunque, chi vuole seguire Papa Wojtyla nella sua innovazione, certamente non fa peccato. In tal caso, sappiamo che il giorno proprio dei Misteri Luminosi è il giovedì, al posto dei Misteri Gaudiosi.

Con quale metodo pregare il Rosario?

Padre Stefano M. Manelli, fondatore dei Francescani dell’Immacolata, ci spiega come pregare bene il Rosario, secondo l’insegnamento di Padre Pio.

«Nella recita del Santo Rosario l’attenzione deve essere posta all’Ave, al saluto che rivolgiamo alla Vergine nel mistero che contempli. In tutti i misteri Ella era presente, a tutti partecipò con l’amore e il dolore.»
Padre Pio

[…] Nella recita del Santo Rosario anzitutto «l’attenzione deve essere posta all’Ave»; e non può essere altrimenti, perché se sto recitando l’Ave Maria è ovvio che debbo pensare alle parole che dico, le quali mi mettono a colloquio diretto con la Madonna.

[…] Se con le parole dell’Ave mi rivolgo alla Madonna, mi rivolgo, però, a Lei vedendola all’interno del mistero proposto alla contemplazione. La Madonna, infatti, «in tutti i misteri era presente», dice padre Pio, ed è a Lei, come la vedo in quel preciso mistero proposto, che mi devo rivolgere direttamente, incontrandola, parlandole e contemplandola.

Se la Madonna, per esemplificare, è presente a Nazareth, secondo il primo mistero gaudioso dell’Annunciazione, è a Lei lì, a Nazareth, che io mi rivolgo, recitando le Ave Maria del primo mistero gaudioso. Se invece la Madonna è presente ad Ayn-Karim, durante la visita a santa Elisabetta, recitando il secondo mistero gaudioso, è a Lei che io mi rivolgo dicendo le Ave Maria, contemplandola proprio lì, nella casa di santa Elisabetta. E così di seguito, per tutti gli altri misteri del Santo Rosario. […]

Resta sempre essenziale nel Rosario – ricordiamolo! – sia l’incontro personale, a tu per tu con la Madonna, secondo le parole dell’Ave Maria, sia l’incontro con la Madonna all’interno del mistero che si contempla, sforzandosi di parteciparvi «con l’amore e il dolore» di Lei, come Lei e con Lei, come insegna padre Pio.

(Fonte: «Il Settimanale di Padre Pio», n. 14 dell’8 aprile 2018)

L’indulgenza plenaria per il Santo Rosario

Il Santo Rosario ben recitato dona salvezza al mondo e a noi stessi, quindi è importante non perdere nessuna occasione per pregarlo. Il luogo ideale, certo, è davanti al Santo Tabernacolo o davanti a un altare di Maria Santissima. Tuttavia ci sono molte altre occasioni da non sprecare, come le attese presso un ufficio, o i viaggi che ci danno tempo anche più che sufficiente per pregare il Rosario.

La Chiesa inoltre ha concesso riguardo al Santo Rosario l’indulgenza plenaria, cioè la liberazione da ogni pena temporale dovuta ai peccati commessi, alle seguenti condizioni:

Si concede l’indulgenza plenaria al fedele che:
1º recita devotamente il Rosario mariano in chiesa od oratorio, oppure in famiglia, in una Comunità religiosa, in una associazione di fedeli e in modo generale quando più fedeli si riuniscono per un fine onesto;
2º si unisce devotamente alla recita di questa preghiera, mentre viene fatta dal Sommo Pontefice, e trasmessa per mezzo della televisione o della radio.

Per ottenere l’indulgenza plenaria, oltre l’esclusione di qualsiasi affetto al peccato anche veniale, è necessario adempiere le tre condizioni: Confessione sacramentale, Comunione Eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

Con una sola Confessione sacramentale si possono acquistare più indulgenze plenarie; invece, con una sola Comunione Eucaristica e una sola preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice si può acquistare una sola indulgenza plenaria.

Le tre condizioni possono essere adempiute parecchi giorni prima o dopo di aver compiuto l’opera prescritta; tuttavia è conveniente che la Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice siano fatte nello stesso giorno, in cui si compie l’opera.

Rosario di legno, foto di starbright da Pixabay

Foto di starbright da Pixabay

SEGUONO LE ISTRUZIONI PER LA RECITA DEL SANTO ROSARIO, IN LATINO E ITALIANO.

SONO STATE AGGIORNATE IL 5 GENNAIO 2021, DOPO UN LUNGO E ACCURATO CONFRONTO CON UN SACERDOTE DI SICURA PREPARAZIONE E DI PROFONDA DEVOZIONE MARIANA.

Vi segnalo La preghiera, voce della nostra fede. È un libretto tascabile di 12×18 cm ma che conta 260 pagine, dedicate a tutto quello che nella fede cattolica s’intende per preghiera. Per saperne di più, potete cliccare qui.

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IL SANTO ROSARIO IN LATINO

+ In nómine Patris, et Fílii, et Spíritus Sancti. Amen.

V.
Deus, in adiutórium meum inténde.
R.
Dómine, ad adiuvándum me festína.

Sulla croce della corona del Rosario si recita il Credo detto Simbolo degli Apostoli.

SYMBOLUM APOSTOLORUM

Credo in (chiniamo il capo) Deum Patrem omnipoténtem,
Creatórem caéli et terræ.
Et in (chiniamo il capo) Iesum Christum,
Fílium eius únicum, Dóminum nostrum,
(chiniamo il capo) qui concéptus est de Spíritu Sancto,
natus ex Maria Vírgine,
passus sub Póntio Piláto,
crucifíxus, mórtuus, et sepúltus,
descéndit ad ínferos.
tértia die resurréxit a mórtuis,
ascéndit ad caélos,
sedet ad déxteram Dei Patris omnipoténtis,
inde ventúrus est iudicáre vivos et mórtuos.
Credo in Spíritum Sanctum,
sanctam Ecclésiam cathólicam,
sanctórum commúnionem,
remissiónem peccatórum,
carnis resurrectiónem
et vitam ætèrnam.
Amen.

Successivamente, chi a turno guida la recita di una decina, pronuncia la prima parte indicata con la lettera V. La parte contrassegnata con la lettera R. viene recitata in coro dagli altri fedeli.
Si dicono un Pater Noster sul primo grano dopo la croce, tre Ave Maria sui tre grani successivi, per l’aumento delle tre virtù teologali, fede speranza e carità; sul quinto grano, il Gloria.

PATER NOSTER

V.
Pater noster, qui es in cælis.
Sanctificétur nomen tum.
Advéniat Regnum tuum.
Fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra.
R.
Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie.
Et dimítte nobis débita nostra,
Sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris.
Et ne nos indúcas in tentatiónem;
Sed líbera nos a malo.
Amen.

Nelle varie preghiere, si china sempre il capo quando si pronuncia il Nome di Nostro Signore Gesù Cristo, e nelle seguenti occasioni:

  • per l’Ave Maria: chinare il capo quando si pronuncia: «…Iesus»;
  • per il Gloria: chinare il capo nel recitare il primo versetto;
  • per le Litanie: chinare il capo nel dire: «…eléison»; «miserére nobis»; «parce nobis».

AVE MARIA

V.
Ave María, grátia plena: Dóminus tecum;
benedícta tu in muliéribus,
et benedíctus fructus ventris tui, Iesus.
R.
Sancta María, Mater Dei,
ora pro nobis peccatóribus,
nunc et in hora mortis nostræ.
Amen.

GLORIA

V.
Glória Patri et Fílio et Spirítui Sancto,
R.
Sícut érat in princípio, et nunc, et semper, et in sæcula sæculórum.
Amen

Il Venerdì Santo, si può recitare quanto segue al posto del Gloria:

V.
Christus factus est pro nobis obédiens usque ad mortem.
R.
Morte autem crucis.

Il Sabato Santo, si può recitare quanto segue al posto del Gloria:

V.
Christus factus est pro nobis obédiens usque ad mortem, mortem autem crucis.
R.
Propter quod et Deus exaltávit illum: et dedit illi nomen, quod est super omne nomen.

ORATIO FATIMÆ

O Iesu, dimítte nobis débita nostra, líbera nos ab igne inférni, déduc in cœlum omnes ánimas, præsértim illas quæ máxime índigent misericórdia tua.

Segue l’enunciazione di uno dei Misteri del giorno e la recita di un Pater Noster – sul primo grano delle cinque decine – dieci Ave Maria – sui dieci grani successivi – un Gloria – sul grano che viene dopo, e da qui si riparte con il Pater Noster della decina successiva.
Al termine di ogni decina si recita l’Oratio Fatimæ; poi, si può aggiungere un’invocazione oppure una giaculatoria; alla fine della quinta decina, si recita la Salve Regina.
La giaculatoria da aggiungere dopo l’Oratio Fatimæ, se il S. Rosario è recitato per i defunti, sarà:

V.
Réquiem ætérnam dona eis (ei – ei), Dómine:
et lux perpétua lúceat eis (ei – ei).
R.
Requiéscant in pace. Amen.

MYSTÉRIA GAUDIÓSA
(LUNEDÌ, GIOVEDÌ E SABATO)

1. Quem, Virgo, concepísti. [Mt 1,18; Lc 1,26-38]
2. Quem, Virgo, visitándo Elísabeth portásti. [Lc 1,39-45]
3. Quem, Virgo, genuísti. [Lc 2,6-12]
4. Quem in templo præsentásti. [Lc 2,25-32]
5. Quem in templo invenísti. [Lc 2,41-50]

MISTERI GAUDIOSI
(LUNEDÌ, GIOVEDÌ E SABATO)

1. L’annunciazione dell’Angelo a Maria Vergine. [Mt 1,18; Lc 1,26-38]
2. La visita di Maria Santissima a santa Elisabetta. [Lc 1,39-45]
3. La nascita di Gesù nella grotta di Betlemme. [Lc 2,6-12]
4. La presentazione di Gesù al tempio e la purificazione di Maria Vergine. [Lc 2,25-32]
5. Il ritrovamento di Gesù nel tempio. [Lc 2,41-50]

MYSTÉRIA DOLORÓSA
(MARTEDÌ E VENERDÌ)

1. Qui, pro nobis, sánguinem sudávit. [Lc 22,39-46]
2. Qui, pro nobis, flagellátus est. [Mt 27,26; Mc 15,6-15; In 19,1]
3. Qui, pro nobis, spinis coronátus est. [In 19,1-8]
4. Qui, pro nobis, crucem baiulávit. [In 19,16-22]
5. Qui, pro nobis, crucifíxus est. [In 19,25-30]

MISTERI DOLOROSI
(MARTEDÌ E VENERDÌ)

1. L’orazione di Gesù nell’orto del Getsemani. [Lc 22,39-46]
2. La flagellazione di Gesù alla colonna. [Mt 27,26; Mc 15,6-15; Gv 19,1]
3. La coronazione di spine. [Gv 19,1-8]
4. La salita di Gesù al Calvario. [Gv 19,16-22]
5. La crocifissione e morte di Gesù. [Gv 19,25-30]

MYSTÉRIA GLORIÓSA
(MERCOLEDÌ E DOMENICA)

1. Qui resurréxit a mortuis. [Mc 16,1-7]
2. Qui in coélum ascéndit. [Lc 24,46-53]
3. Qui Spíritum Sanctum misit. [Acta 2,1-7]
4. Qui te, o Virgo, assúmpsit. [Ps 16,10]
5. Qui te, o Virgo, in coélis coronávit. [Apoc 12,1]

MISTERI GLORIOSI
(MERCOLEDÌ E DOMENICA)

1. La gloriosa resurrezione di Gesù. [Mc 16,1-7]
2. L’ascensione di Gesù al Cielo. [Lc 24,46-53]
3. La discesa dello Spirito Santo sopra Maria Vergine e gli Apostoli. [At 2,1-7]
4. L’assunzione di Maria Vergine in Cielo. [Sal 16,10]
5. L’incoronazione di Maria Vergine e la gloria degli Angeli e dei Santi. [Ap 12,1]

Abbiamo parlato più sopra dell’innovazione apportata da Papa Giovanni Paolo II, che ha voluto aggiungere i Misteri Luminosi. In tal caso, il giorno assegnato a questi Misteri è il giovedì, al posto dei Misteri Gaudiosi.

MYSTÉRIA LUMINÓSA
(GIOVEDÌ)

1. Qui apud Iordánem baptizátus est. [Mt 3,13; Mc 1,9; In 1,29]
2. Qui ipsum revelávit apud Canénse matrimónium. [In 2,1-11]
3. Qui Regnum Dei annuntiávit. [Mc 1,15; Lc 10,8-11]
4. Qui transfigurátus est. [Mt 17,1-8; Mc 9,2-9]
5. Qui Eucharístiam instítuit. [In 6,27-59; Mt 26,26-29; Mc 14,22-24; Lc 22,15-20]

MISTERI LUMINOSI
(GIOVEDÌ)

1. Il battesimo di Gesù al Giordano. [Mt 3,13; Mc 1,9; Gv 1,29]
2. Le nozze di Cana. [Gv 2,1-11]
3. L’annuncio del Regno di Dio. [Mc 1,15; Lc 10,8-11]
4. La Trasfigurazione. [Mt 17,1-8; Mc 9,2-9]
5. L’istituzione dell’Eucaristia. [Gv 6,27-59; Mt 26,26-29; Mc 14,22-24; Lc 22,15-20]

SALVE REGINA

Salve Regína, Mater misericórdiæ:
Vita, dulcédo, et spes nostra, salve.
Ad te clamámus éxsules fílii Hevæ:
Ad te suspirámus geméntes et fléntes in hac lacrimárum valle.
Eia, ergo, advocáta nostra,
Illos tuos misericórdes óculos ad nos convérte.
Et Iesum, benedíctum fructum ventris tui, nobis, post hoc exsílium, osténde.
O clémens, o pia, o dulcis Virgo María.

LITANIÆ LAURETANÆ

Le Litanie Lauretane prendono il nome da Loreto, la località delle Marche, in Italia, dove nel 1296 la Santa Casa di Nazareth fu trasportata miracolosamente dagli Angeli, a conclusione di una serie di spostamenti ovvero traslazioni.
È la Casa in cui la SS. Vergine Maria concepì il Figlio di Dio dopo l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele, e dove poi visse la Sacra Famiglia: Gesù Cristo, la Madonna e San Giuseppe.
Le Litanie Lauretane hanno un’origine molto antica, tanto che si trovano già in un manoscritto della fine del XII secolo. Poi dalla prima metà del XVI secolo si cantavano queste Litanie nel Santuario sorto intorno alla Santa Casa. Papa Sisto V infatti nel 1587 approvò ufficialmente le Litanie Lauretane, e fu lo stesso Pontefice ad erigere la Diocesi di Loreto.
Nel corso dei secoli, alle Litanie già esistenti ne sono state aggiunte altre. Papa Benedetto XV volle porre in fondo l’invocazione “Regina della Pace” per impetrare la fine della prima guerra mondiale. L’ultima Litania aggiunta in ordine cronologico è invece “Regina della famiglia”, come disposto da Giovanni Paolo II.

V. Kyrie, eléison. R. Kyrie, eléison.
V. Christe, eléison. R. Christe, eléison.
V. Kyrie, eléison. R. Kyrie, eléison.
V. Christe, áudi nos. R. Christe, áudi nos.
V. Christe, exáudi nos. R. Christe, exáudi nos.

V. Pater de cœlis, Deus, R. miserére nobis.
V. Fili, Redémptor mundi, Deus, R. miserére nobis.
V. Spíritus Sancte, Deus, R. miserére nobis.
V. Sancta Trínitas, unus Deus, R. miserére nobis.

V. Sancta Maria, R. ora pro nobis.
Sancta Dei Génitrix, ora pro nobis.
Sancta Vírgo vírginum, ora pro nobis.

Mater Christi, ora pro nobis.
Mater Ecclésiæ, ora pro nobis.
Mater divínæ grátiæ, ora pro nobis.
Mater puríssima, ora pro nobis.
Mater castíssima, ora pro nobis.
Mater invioláta, ora pro nobis.
Mater intemeráta, ora pro nobis.
Mater amábilis, ora pro nobis.
Mater admirábilis, ora pro nobis.
Mater Boni Consílii, ora pro nobis.
Mater Creatóris, ora pro nobis.
Mater Salvatóris, ora pro nobis.

Virgo prudentíssima, ora pro nobis.
Virgo veneránda, ora pro nobis.
Virgo prædicánda, ora pro nobis.
Virgo pótens, ora pro nobis.
Virgo clémens, ora pro nobis.
Virgo fidélis, ora pro nobis.

Spéculum Iustítiæ, ora pro nobis.
Sedes Sapiéntiæ, ora pro nobis.
Causa nostræ lætítiæ, ora pro nobis.
Vas spirituále, ora pro nobis.
Vas honorábile, ora pro nobis.
Vas insígne devotiónis, ora pro nobis.
Rosa mystica, ora pro nobis.
Turris Davídica, ora pro nobis.
Turris ebúrnea, ora pro nobis.
Domus áurea, ora pro nobis.
Fœderis arca, ora pro nobis.
Iánua cœli, ora pro nobis.
Stella matutína, ora pro nobis.
Salus infirmórum, ora pro nobis.
Refúgium peccatórum, ora pro nobis.
Consolátrix afflictórum, ora pro nobis.
Auxílium Christianórum, ora pro nobis.

Regína Angelórum, ora pro nobis.
Regína Patriarchárum, ora pro nobis.
Regína Prophetárum, ora pro nobis.
Regína Apostolórum, ora pro nobis.
Regína Mártyrum, ora pro nobis.
Regína Confessórum, ora pro nobis.
Regína Vírginum, ora pro nobis.
Regína Sanctórum ómnium, ora pro nobis.
Regína sine labe originále concépta, ora pro nobis.
Regína in cœlum assúmpta, ora pro nobis.
Regína sacratíssimi Rosárii, ora pro nobis.
Regína famíliæ, ora pro nobis.
Regína pacis, ora pro nobis.

V. Agnus Dei, qui tóllis peccáta mundi, R. parce nobis, Dómine.
V. Agnus Dei, qui tóllis peccáta mundi, R. exáudi nos, Dómine.
V. Agnus Dei, qui tóllis peccáta mundi, R. miserére nobis.

V.
Ora pro nobis, sancta Dei Génitrix,
R.
Ut digni efficiámur promissiónibus Christi.

A questo punto, viene la preghiera cosiddetta Oremus. La scelta è tra i seguenti due.
Il primo («Deus, cuius unigenitus…») è più specifico del S. Rosario, ed è perciò il più appropriato.
Il secondo Oremus («Concede nos, famulos tuos…»), è di carattere più generale, ma ancora abbastanza confacente.

Orémus.
Deus, cuius Unigénitus per vítam, mortem et resurrectiónem suam, nobis salútis ætérnæ præmia comparávit: concéde quæsumus; ut hæc Mystéria Sanctíssimo Beátæ Mariæ Vírginis Rosário recoléntes, et imitémur quod cóntinent, et quod promíttunt assequámur. Per eúndem Christum Dóminum nostrum.
Amen.

Oppure:

Orémus
Concéde nos, fámulos tuos, quæsumus, Dómine Deus, perpétua méntis et córporis sanitáte gaudére: et, gloriósa beátæ Maríæ semper Vírginis intercessióne, a presénti liberári tristítia, et ætérna pérfrui lætítia. Per Christum Dóminum nostrum.
Amen.

Quindi si possono recitare un Pater, Ave, Gloria per le intenzioni del Santo Padre e per l’acquisto delle sante indulgenze.
Queste preghiere sono le ultime che aderiscono al Santo Rosario, cioè che ne fanno parte, anche se in un senso più ampio.

PATER, AVE, GLORIA

La Preghiera a San Michele Arcangelo non fa parte del S. Rosario, ma si può piamente aggiungere dopo averlo completato.
È un’orazione che infonde fiducia nel ricorrere a San Michele Arcangelo come Capo dell’esercito celeste, nella lotta contro le forze demoniache.

AD SANCTUM MICHAËLEM ARCHANGELUM PRECATIO

Sancte Míchaël Archángele, defénde nos in proélio: contra nequítiam et insídias diáboli esto præsídium. Ímperet illi Deus, súpplices deprecámur: tuque, Prínceps milítiæ cæléstis, Sátanam aliósque spíritus malígnos, qui ad perditiónem animárum pervagántur in mundo, divina virtúte, in inférnum detrúde. Amen.

* * *

SPIEGAZIONE DELLA PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO

Il 13 ottobre 1884, Papa Leone XIII ebbe una tremenda visione riguardante il futuro della Chiesa.
L’anziano Pontefice aveva terminato di celebrare la Santa Messa nella cappella vaticana, alla presenza di alcuni Cardinali e servitori della Santa Sede.
Improvvisamente, il Santo Padre si fermò ai piedi dell’Altare, dove rimase immobile per circa dieci minuti, assorto e facendosi bianco in volto.
Quindi si recò in fretta nel suo ufficio, senza proferir parola, e là compose la Preghiera a San Michele Arcangelo. Poi diede istruzione che la Preghiera venisse sempre recitata alla fine di ogni Messa bassa.
La Messa bassa, nella Liturgia tradizionale in latino, è la Santa Messa non alta e quindi non cantata.
Successivamente, il Pontefice parlò della visione che aveva avuto. Satana si era rivolto a Nostro Signore Gesù Cristo, vantandosi di poter distruggere la Chiesa, e gli era stata concessa la libertà di agire per un tempo limitato.
Raccontò fra l’altro Papa Leone XIII:

Ho visto la terra avvolta dalle tenebre e da un abisso, ho visto uscire legioni di demoni che si spargevano per il mondo per distruggere le opere della Chiesa ed attaccare la stessa Chiesa che ho visto ridotta allo stremo. Allora apparve S. Michele e ricacciò gli spiriti malvagi nell’abisso. Poi ho visto S. Michele Arcangelo intervenire non in quel momento, ma molto più tardi, quando le persone avessero moltiplicato le loro ferventi preghiere verso l’Arcangelo.

La preghiera è in latino, perché solo il latino è la lingua della Chiesa e della vera Liturgia cattolica.
Nel 1969, i modernisti che hanno in odio la retta Dottrina sono riusciti a sostituire illecitamente la Liturgia tradizionale e a rendere non più obbligatoria la preghiera a San Michele Arcangelo dopo la S. Messa.
La Liturgia tradizionale sopravvive ancora oggi, in rari luoghi, perché da Papa Benedetto XVI ha ricevuto solo il permesso di continuare ad essere celebrata, a certe condizioni.
Purtroppo, la vera Liturgia cattolica non è stata resa di nuovo obbligatoria come aveva stabilito, non solo per allora, ma in perpetuo, per sempre, il grande Pontefice San Pio V con la bolla Quo Primum (1570).

San Michele Arcangelo, Guido Reni, 1635-1636 (foto di pubblico dominio da commons.wikimedia.org)

Si può aggiungere quindi facoltativamente, per le anime sante del Purgatorio (tre volte):

REQUIEM ÆTERNAM

V.
Réquiem ætérnam dona eis, Dómine:
et lux perpétua lúceat eis.
R.
Requiéscant in pace. Amen.

Infine, per concludere il Santo Rosario ci sono due modi. O si fa il normale segno della Croce, dicendo «In nómine Patris etc.», oppure si recita, ugualmente facendosi il segno della Croce, la preghiera indicata più sotto, rivolta a Maria Santissima:

+ In nómine Patris, et Fílii, et Spíritus Sancti. Amen.

Oppure:

+ Nos cum prole pia, benedícat Virgo María.

Quando il S. Rosario si recita per i defunti:

  • nelle Litanie, invece di rispondere «ora pro nobis», si risponde:
    «ora pro eis» («prega per loro»), oppure: «ora pro eo/pro ea» («prega per lui/per lei»);
  • alle invocazioni all’Agnus Dei si risponde:
    dona eis (ei – ei) réquiem («dona loro (a lui – a lei) riposo»);;
    dona eis (ei – ei) réquiem («dona loro (a lui – a lei) riposo»);
    dona eis (ei – ei) réquiem sempitérnam («dona loro (a lui – a lei) l’eterno riposo»).

Vi segnalo La preghiera, voce della nostra fede. È un libretto tascabile di 12×18 cm ma che conta 260 pagine, dedicate a tutto quello che nella fede cattolica s’intende per preghiera. Per saperne di più, potete cliccare qui.

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IL SANTO ROSARIO IN ITALIANO

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

V.
O Dio, vieni a salvarmi.
R.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Sulla croce della corona del Rosario si recita il Credo detto Simbolo degli Apostoli.

SIMBOLO DEGLI APOSTOLI

Io credo in (chiniamo il capo) Dio, Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra.
E in (chiniamo il capo) Gesù Cristo,
Suo unico Figlio, nostro Signore,
(chiniamo il capo) il quale fu concepito di Spirito Santo
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso,
mori e fu sepolto; discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra
di Dio Padre onnipotente:
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo,
la santa Chiesa cattolica,
la comunione dei santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna.
Amen.

Successivamente, chi a turno guida la recita di una decina, pronuncia la prima parte indicata con la lettera V. La parte contrassegnata con la lettera R. viene recitata in coro dagli altri fedeli.
Si dicono un Padre Nostro sul primo grano dopo la croce, tre Ave Maria sui tre grani successivi, per l’aumento delle tre virtù teologali, fede speranza e carità; sul quinto grano, il Gloria.

PADRE NOSTRO

V.
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in Cielo così in terra.
R.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.

Nelle varie preghiere, si china sempre il capo quando si pronuncia il Nome di Nostro Signore Gesù Cristo, e nelle seguenti occasioni:

  • per l’Ave Maria: chinare il capo quando si pronuncia: «…Gesù»;
  • per il Gloria: chinare il capo nel recitare il primo versetto;
  • per le Litanie: chinare il capo nel dire: «…pietà»; «abbi pietà di noi»; «perdonaci, Signore».

AVE MARIA

V.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
R.
Santa Maria, Madre di Dio prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

GLORIA

V.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
R.
Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Il Venerdì Santo, si può recitare quanto segue al posto del Gloria:

V.
Cristo si è fatto per noi obbediente fino alla morte.
R.
E alla morte di croce.

Il Sabato Santo, si può recitare quanto segue al posto del Gloria:

V.
Cristo si è fatto per noi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.
R.
Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome.

 PREGHIERA DI FATIMA

O Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.

Segue l’enunciazione di uno dei Misteri del giorno e la recita di un Padre Nostro – sul primo grano delle cinque decine – dieci Ave Maria – sui dieci grani successivi – un Gloria – sul grano che viene dopo, e da qui si riparte con il Padre Nostro della decina successiva.
Al termine di ogni decina si recita la preghiera di Fatima; poi, si può aggiungere un’invocazione oppure una giaculatoria; alla fine della quinta decina, si recita la Salve Regina.
La giaculatoria da aggiungere dopo la preghiera di Fatima, se il S. Rosario è recitato per i defunti, sarà:

V.
L’eterno riposo dona loro (a lui – a lei), Signore:
e splenda ad essi (a lui – a lei) la luce perpetua.
R.
Riposino (riposi) in pace. Amen.

MISTERI GAUDIOSI
(LUNEDÌ, GIOVEDÌ E SABATO)

1. L’annunciazione dell’Angelo a Maria Vergine. [Mt 1,18; Lc 1,26-38]
2. La visita di Maria Santissima a santa Elisabetta. [Lc 1,39-45]
3. La nascita di Gesù nella grotta di Betlemme. [Lc 2,6-12]
4. La presentazione di Gesù al tempio e la purificazione di Maria Vergine. [Lc 2,25-32]
5. Il ritrovamento di Gesù nel tempio. [Lc 2,41-50]

MISTERI DOLOROSI
(MARTEDÌ E VENERDÌ)

1. L’orazione di Gesù nell’orto del Getsemani. [Lc 22,39-46]
2. La flagellazione di Gesù alla colonna. [Mt 27,26; Mc 15,6-15; Gv 19,1]
3. La coronazione di spine. [Gv 19,1-8]
4. La salita di Gesù al Calvario. [Gv 19,16-22]
5. La crocifissione e morte di Gesù. [Gv 19,25-30]

MISTERI GLORIOSI
(MERCOLEDÌ E DOMENICA)

1. La gloriosa resurrezione di Gesù. [Mc 16,1-7]
2. L’ascensione di Gesù al Cielo. [Lc 24,46-53]
3. La discesa dello Spirito Santo sopra Maria Vergine e gli Apostoli. [At 2,1-7]
4. L’assunzione di Maria Vergine in Cielo. [Sal 16,10]
5. L’incoronazione di Maria Vergine e la gloria degli Angeli e dei Santi. [Ap 12,1]

Abbiamo parlato più sopra dell’innovazione apportata da Papa Wojtyla, che ha voluto aggiungere i Misteri Luminosi. In tal caso, il giorno assegnato a questi Misteri è il giovedì, al posto dei Misteri Gaudiosi.

MISTERI LUMINOSI
(GIOVEDÌ)

1. Il battesimo di Gesù al Giordano. [Mt 3,13; Mc 1,9; Gv 1,29]
2. Le nozze di Cana. [Gv 2,1-11]
3. L’annuncio del Regno di Dio. [Mc 1,15; Lc 10,8-11]
4. La Trasfigurazione. [Mt 17,1-8; Mc 9,2-9]
5. L’istituzione dell’Eucaristia. [Gv 6,27-59; Mt 26,26-29; Mc 14,22-24; Lc 22,15-20]

SALVE REGINA

Salve Regina, Madre di misericordia:
Vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo, esuli figli di Eva,
A te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù, dunque, avvocata nostra,
Rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

LITANIE LAURETANE

Le Litanie Lauretane prendono il nome da Loreto, la località delle Marche, in Italia, dove nel 1296 la Santa Casa di Nazareth fu trasportata miracolosamente dagli Angeli, a conclusione di una serie di spostamenti ovvero traslazioni.
È la Casa dove la SS. Vergine Maria concepì il Figlio di Dio dopo l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele, e dove poi visse la Sacra Famiglia: Gesù Cristo, la Madonna e San Giuseppe.
Le Litanie Lauretane hanno un’origine molto antica, tanto che si trovano già in un manoscritto della fine del XII secolo. Poi dalla prima metà del XVI secolo si cantavano queste Litanie nel Santuario sorto intorno alla Santa Casa. Papa Sisto V infatti nel 1587 approvò ufficialmente le Litanie Lauretane, e fu lo stesso Pontefice ad erigere la Diocesi di Loreto.
Nel corso dei secoli, alle Litanie già esistenti ne sono state aggiunte altre. Papa Benedetto XV volle porre in fondo l’invocazione “Regina della Pace” per impetrare la fine della prima guerra mondiale. L’ultima Litania aggiunta in ordine cronologico è invece “Regina della famiglia”, come disposto da Giovanni Paolo II.

Santa Casa di Loreto, interno.

V. Signore pietà. R. Signore, pietà.
V. Cristo pietà. R. Signore, pietà.
V. Signore pietà. R. Signore, pietà.
V. Cristo, ascoltaci. R. Cristo, ascoltaci.
V. Cristo, esaudiscici. R. Cristo, esaudiscici.

V. Padre celeste, che sei Dio, R. abbi pietà di noi
V. Figlio redentore del mondo, che sei Dio, R. abbi pietà di noi.
V. Spirito Santo, che sei Dio, R. abbi pietà di noi.
V. Santa Trinità, unico Dio, R. abbi pietà di noi.

V. Santa Maria, R. prega per noi.
Santa Madre di Dio, prega per noi.
Santa Vergine delle vergini, prega per noi.

Madre di Cristo, prega per noi.
Madre della Chiesa, prega per noi.
Madre della divina grazia, prega per noi.
Madre purissima, prega per noi.
Madre castissima, prega per noi.
Madre sempre vergine, prega per noi.
Madre senza peccato, prega per noi.
Madre degna d’amore, prega per noi.
Madre ammirabile, prega per noi.
Madre del buon consiglio, prega per noi.
Madre del Creatore, prega per noi.
Madre del Salvatore, prega per noi.

Vergine prudentissima, prega per noi.
Vergine degna d’onore, prega per noi.
Vergine degna di lode, prega per noi.
Vergine potente, prega per noi.
Vergine clemente, prega per noi.
Vergine fedele, prega per noi.

Specchio di perfezione, prega per noi.
Modello di santità, prega per noi.
Sede della sapienza, prega per noi.
Fonte della nostra gioia, prega per noi.
Dimora dello Spirito Santo, prega per noi.
Tabernacolo dell’eterna gloria, prega per noi.
Modello di vera devozione, prega per noi.
Rosa mistica, prega per noi.
Gloria della stirpe di Davide, prega per noi.
Fortezza inespugnabile, prega per noi.
Splendore di gloria, prega per noi.
Arca dell’Alleanza, prega per noi.
Porta del cielo, prega per noi.
Stella del mattino, prega per noi.
Salute degli infermi, prega per noi.
Rifugio dei peccatori, prega per noi.
Consolatrice degli afflitti, prega per noi.
Aiuto dei cristiani, prega per noi.

Regina degli angeli, prega per noi.
Regina dei patriarchi, prega per noi.
Regina dei profeti, prega per noi.
Regina degli apostoli, prega per noi.
Regina dei martiri, prega per noi.
Regina dei confessori della Chiesa, prega per noi.
Regina delle vergini, prega per noi.
Regina di tutti i santi, prega per noi.
Regina concepita senza peccato, prega per noi.
Regina del rosario, prega per noi.
Regina assunta in Cielo, prega per noi.
Regina della famiglia, prega per noi.
Regina della pace, prega per noi.

V. Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, R. perdonaci Signore.
V. Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, R. ascoltaci Signore.
V. Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, R. abbi pietà di noi.

V.
Prega per noi Santa Madre di Dio,
R.
E saremo fatti degni delle promesse di Cristo.

A questo punto, viene la preghiera cosiddetta Oremus. La scelta è tra le seguenti due.
La prima («O Dio, il cui Figlio Unigenito…») è più specifica del S. Rosario, ed è perciò la più appropriata.
La seconda («Concedi che noi, tuoi servi…»), è di carattere più generale, ma ancora abbastanza confacente.

Preghiamo.
O Dio, il cui Figlio Unigenito ci ha acquistato i beni della salvezza eterna attraverso la sua vita, morte e risurrezione: concedici, ti supplichiamo, che, meditando questi Misteri col santissimo Rosario della Beata Vergine Maria, imitiamo ciò che contengono e conseguiamo ciò che promettono. Per Cristo nostro Signore.
Amen.

Oppure:

Preghiamo.
Concedi che noi, tuoi servi, Signore Dio nostro, godiamo sempre della salute di corpo e di spirito e che, per la gloriosa intercessione della Beata sempre Vergine Maria, siamo liberati dalla presente tristezza e godiamo dell’eterna letizia. Per Cristo nostro Signore.
Amen.

Quindi si possono recitare un Padre, Ave, Gloria per le intenzioni del Santo Padre e per l’acquisto delle sante indulgenze.
Queste preghiere sono le ultime che aderiscono al Santo Rosario, cioè che ne fanno parte, anche se in un senso più ampio.

PADRE, AVE, GLORIA

La Preghiera a San Michele Arcangelo non fa parte del S. Rosario, ma si può piamente aggiungere dopo averlo completato.
È un’orazione che infonde fiducia nel ricorrere a San Michele Arcangelo come Capo dell’esercito celeste, nella lotta contro le forze demoniache.

PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta; sii nostro aiuto contro la cattiveria e le insidie del demonio. Gli comandi Iddio, supplichevoli ti preghiamo: tu, che sei il Principe della milizia celeste, con la forza divina rinchiudi nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che girano il mondo per portare le anime alla dannazione. Amen.

* * *

SPIEGAZIONE DELLA PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO

Il 13 ottobre 1884, Papa Leone XIII ebbe una tremenda visione riguardante il futuro della Chiesa.
L’anziano Pontefice aveva terminato di celebrare la Santa Messa nella cappella vaticana, alla presenza di alcuni Cardinali e servitori della Santa Sede.
Improvvisamente, il Santo Padre si fermò ai piedi dell’Altare, dove rimase immobile per circa dieci minuti, assorto e facendosi bianco in volto.
Quindi si recò in fretta nel suo ufficio, senza proferir parola, e là compose la Preghiera a San Michele Arcangelo. Poi diede istruzione che la Preghiera venisse sempre recitata alla fine di ogni Messa bassa.
La Messa bassa, nella Liturgia tradizionale in latino, è la Santa Messa non alta e quindi non cantata.
Successivamente, il Pontefice parlò della visione che aveva avuto. Satana si era rivolto a Nostro Signore Gesù Cristo, vantandosi di poter distruggere la Chiesa, e gli era stata concessa la libertà di agire per un tempo limitato.
Raccontò fra l’altro Papa Leone XIII:

Ho visto la terra avvolta dalle tenebre e da un abisso, ho visto uscire legioni di demoni che si spargevano per il mondo per distruggere le opere della Chiesa ed attaccare la stessa Chiesa che ho visto ridotta allo stremo. Allora apparve S. Michele e ricacciò gli spiriti malvagi nell’abisso. Poi ho visto S. Michele Arcangelo intervenire non in quel momento, ma molto più tardi, quando le persone avessero moltiplicato le loro ferventi preghiere verso l’Arcangelo.

La preghiera è in latino, perché solo il latino è la lingua della Chiesa e della vera Liturgia cattolica.
Nel 1969, i modernisti che hanno in odio la retta Dottrina sono riusciti a sostituire illecitamente la Liturgia tradizionale e a rendere non più obbligatoria la preghiera a San Michele Arcangelo dopo la S. Messa.
La Liturgia tradizionale sopravvive ancora oggi, in rari luoghi, perché da Papa Benedetto XVI ha ricevuto solo il permesso di continuare ad essere celebrata, a certe condizioni.
Purtroppo, la vera Liturgia cattolica non è stata resa di nuovo obbligatoria come aveva stabili-to, non solo per allora, ma in perpetuo, per sempre, il grande Pontefice San Pio V con la bolla Quo Primum (1570).

Si può aggiungere quindi facoltativamente, per le anime sante del Purgatorio (tre volte):

L’ETERNO RIPOSO

V.
L’eterno riposo dona loro, o Signore:
e splenda ad essi la luce perpetua.
R.
Riposino in pace. Amen.

Infine, per concludere il Santo Rosario ci sono due modi. O si fa il normale segno della Croce, dicendo «Nel nome del Padre ecc.», oppure si recita, ugualmente facendosi il segno della Croce, la preghiera indicata più sotto, rivolta a Maria Santissima:

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Oppure:

+ Ci benedica la Vergine Maria con la sua prole pia.

Quando il S. Rosario si recita per i defunti:

  • nelle Litanie, invece di rispondere «prega per noi», si risponde:
    – «prega per loro», oppure: «prega per lui/per lei»;
  • alle invocazioni all’Agnello di Dio si risponde:
    – dona loro (a lui – a lei) riposo;
    – dona loro (a lui – a lei) riposo;
    – dona loro (a lui – a lei) l’eterno riposo.

  1 comment for “Preghiamo il Santo Rosario! In latino e italiano

  1. 28 marzo 2020 alle 10:55 am

    L’ha ripubblicato su Pastor Aeternus proteggi l'Italiae ha commentato:
    Non dico i Misteri Luminosi

    "Mi piace"

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